Attivo ambulatorio temporaneo per URGENZE Riabilitative : chiamare 392 3937775

NEWS ED EVENTI

Rischio di infezione e Sport

22 Marzo 2020

 

In questo periodo difficile , dove si deve osservare tante attenzioni al nostro comportamento, dove si deve cercare di limitare gli spostamenti e dove lo stress e l’ansia è una costante ormai purtroppo giornaliera,  lo sport ci sembra un sano rifugio per sfogarci e arginare le frustrazioni. Siamo costantemente alla ricerca di informazioni utili per diminuire il contagio dal nuovo coronavirus e consigli su cosa fare, come comportarci e cosa sopratutto evitare .

Abbiamo sentito di casi di Covid-19 in atleti professionisti e sportivi ad alto livello e sembra impossibile crederci, in quanto lo sport da sempre è sinonimo di buona salute . Per fortuna è ancora così : fare sport fa bene, ma va fatto nella maniera giusta e sopratutto adesso con le giuste precauzioni.

Si sta parlando molto in questi giorni della prima persona infettata che ha sviluppato Covid-19 : un giovane sportivo . Vine da sé la considerazione: ma come non colpiva solo anziani e immunodepressi? Come mai un uomo che partecipava addirittura a maratone è stato invece interessato da una malattia così severa? Si potrebbe ipotizzare parte della responsabilità allo sport intenso. Vi spieghiamo come mai.

E’ dimostrato scientificamente che la funzionalità del nostro sistema immunitario venga temporaneamente meno dopo una sessione di attività fisica ad alta intensità prolungata. Esiste quindi un momento detto “open window” durante il quale siamo più esposti ad attacchi esterni e rischio di infezioni. Non c’è un tempo ben definito di durata di questa finestra aperta, spesso è in relazione alle condizioni generali di salute della persona stessa , in genere varia dalle 3 alle 72 h successive ad un allenamento particolarmente intenso. Chiaramente il rischio aumenta se dopo tale allenamento si condividono spazi con altre persone , gli spogliatoi, le docce,  ecc.

Perchè si abbassano le difese immunitarie dopo un’eccessivo allenamento?

Si può trovare spiegazione nella risposta che il nostro corpo attua alla condizione muscolare sotto stress meccanico esagerato. In altri termini ad uno sforzo particolarmente intenso la muscolatura risponde infiammandosi ed a questa infiammazione il nostro corpo risponde richiamando le cellule del sistema immunitario a tale livello. Quest’impegno interno  apre una finestra esterna e ci rende più vulnerabili per qualche ora. Al contrario, un’attività fisica moderata è dimostrato avere l’effetto opposto, ovvero stimolare il sistema immunitario affinché si rinforzi.

Quindi come ci dobbiamo comportare?

Prima di tutto non possiamo trasformare un’attività salutare in un rischio per la salute! Infatti l’attività fisica va proporzionata in base alla forma fisica attuale di ognuno di noi. Improvvisamente trasformarsi in atleti sarebbe più rischioso per la nostra salute che mantenere il grado di allenamento abituale , tutt’al più è concesso un graduale incremento sotto consiglio di un professionista.

 

Per spiegare come il grado di salute sia legata alla quantità di esercizio fisico , possiamo tenere presente la “curva J “. Questa è una curva che si delinea su di un grafico che mette a rapporto il rischio di infezione con la quantità (e qualità aggiungiamo noi) di attività fisica. Il grafico evidenzia come l’esercizio moderato riduca il rischio di infezione respiratoria, perchè ha effetti benefici sulla funzione immunitaria. Viceversa se si praticano esercizi fisici intensi e prolungati che il nostro organismo non è abituato a sostenere , si abbassano le difese immunitarie e si aumenta il rischio di contrarre perciò infezioni del tratto respiratorio.

Quindi le raccomandazioni per star bene sono : praticate sport in maniera regolare, meglio se sotto consiglio di un professionista della salute e se volete aumentare il vostro livello atletico fatelo gradualmente e sotto una guida esperta !


Hai bisogno di un consiglio?

Il nostro team di esperti è a tua disposizione, anche on-line !

FIRST AID: come gestire il trauma muscolare

4 Febbraio 2020

FIRST AID: trauma muscolare

 

Le lesioni muscoalri  sono fra i traumi più comuni nello sport in genere. Si riscontrano nell 30% di tutti gli infortuni sportivi.
A quanti è capitato, magari proprio sul più bello di una partita a tennis o in quell’azione decisiva del torneo di calcetto, di sentire un dolore forte sul muscolo della coscia? La maggior parte avrà cercato di resistere per finire la partita o fare quel goal decisivo, ma sentiva che non poteva più spingere al massimo. Oppure quante volte un avversario ha fatto un’entrata a gamba tesa e chi stava calciando non è proprio riuscito a rimanere in campo?
Questi sono solo esempi di come si può verificare un trauma muscolare. Questo infatti può essere diretto ( per un colpo ricevuto) o indiretto ( per un movimento errato o da sovraccarico)

Le contusioni invece sono facilissime da riconoscere: l’atleta è perfettamente in grado di riferire immediatamente il momento in cui ha sentito il dolore e a causa di cosa ( colpo dell’avversario o una caduta)
A seconda di quanto il dolore muscolare è intenso e determini una limitazione funzionale , la contusione viene definita di grado:
 lieve quando il range di movimento è superiore alla metà del normale;
–  moderato quando il range di movimento è tra la metà e un terzo del movimento fisiologico;
–  severo quando il range di movimento è inferiore a un terzo del normale.

Per le lesioni muscolari si veda la classificazione nel nostro articolo relativo QUI.

Altra situazione non riconducibile ad un trauma è la contrattura muscolare.
Se il dolore viene avvertito dall’atleta verso il termine dell’attività sportiva non in un momento preciso del gioco e si osserva un aumento diffuso del tono muscolare, non è ben localizzato e viene avvertito su tutto il muscolo, siamo di fronte ad una contrattura muscolare.
Se invece è presente la contrattura muscolare ma il dolore è ben individuabile alla palpazione, insorge progressivamente durante l’attività sportiva, siamo di fronte ad uno stiramento, e se permette di giocare ancora, anche se con fatica, probabilmente non sarà presente una lesione anatomica macroscopica.
In questo caso è utile iniziare il trattamento il prima possibile, fermare l’attività sportiva ed informarsi dal proprio Fisioterapista quando poter a giocare!!

Le lesioni o strappi muscolari (di primo, secondo e terzo grado) necessitano invece di tempi di recupero più lunghi in quanto è presente una lesione vera e propria. Sarà la gravità a determinare i tempi di recupero.
Se l’atleta sente un dolore improvviso, acuto, con un specifico riferimento ad un gesto tecnico allora siamo molto probabilmente in presenza di una lesione anatomica.
La diagnosi di una lesione muscolare è sopratutto clinica ma è utile supportare la clinica con una ecografia.

intervento dopo lesione muscolare

 

COME MI DEVO COMPORTARE IN QUESTO CASO?

La prima cosa da fare è fermarsi, mettere l’arto a riposo e in scarico e applicare del ghiaccio. A volte , nei traumi diretti , per esempio se venite colpiti da una palla da baseball, può essere utile effettuare un bendaggio compressivo.
Quindi contattare il medico e fisioterapista sportivo di fiducia. Dopo la diagnosi, il Fisioterapista provvederà a strutturare il percorso riabilitativo più idoneo .
Il trattamento fisioterapico terrà conto del grado, della sede e del tipo di atleta nonché del tipo di sport che deve tornare a praticare. Sarà inoltre importante valutare fattori predisponenti (ipoestensibilità a livello di altri gruppi muscolari, squilibri, blocchi vertebrali, sovraccarichi funzionali), eseguire test chinesiologici specifici del caso e valutare eventuali disturbi posturali associati

intervento in campo di tennis, FEDCUP Dr.Francesco Paperini

 

FIRST AID STRAPPO

 

Facciamo un esempio: è molto frequente ritrovare nello sportivo uno strappo del bicipite femorale
Durante la fase acuta nei primi momenti dopo l’evento traumatico è opportuno arrestare l’edema attraverso fasciature compressive e ghiaccio; posizionare l’arto a riposo. Se si nota particolare gonfiore meglio immobilizzare l’arto.
recarsi al Centro Fisioterapico di riferimento per un inquadramento Fisioterapico, eventualmente eseguire un’indagine ecografica e dopo la diagnosi si può iniziare il trattamento riabilitativo.
Il dolore deve essere controllato con terapie fisiche ( tecar, laser, tens, ultrasuono a seconda dei casi)

Esiste anche un’innovativa tecnologia : LIMFA therapy , attiva fin da subito a riassorbire l’edema, effettuare tp. antinfiammatoria e recupero a livello del tessuto per effetto biostimolante.
Quindi lavorare per recuperare l’articolarità magari attraverso esercizi di allungamento e distensione.
Quando non c’è più dolorabilità alla palpazione, si può iniziare il recupero muscolare del distretto interessato Di solito inizialmente il lavoro sarà in concentrica ma poi fondamentalmente in eccentrica per elasticizzare la cicatrice e migliorare l’estensibilità muscolare; contemporaneamente si andranno ad eliminare eventuali compensi attraverso un lavoro di rinforzo muscolare globale dei muscoli -nel caso dell’esempio- del core, del quadricipite, del gluteo e del polpaccio.
Conclusa questa fase si deve necessariamente concludere il programma riabilitativo in campo con una stretta collaborazione tra preparatore atletico e Fisioterapista per ritornare alla corsa e al gesto tecnico, testare movimenti complessi come i cambi di direzione, gli scatti e le frenate
Ultima fase ma forse più importante è l’attività di prevenzione delle recidive. Si può evitare che ricapitino traumi muscolari effettuando un programma di esercizi per mantenere la funzionalità e l’estensibilità del muscolo.

credi di aver subito una lesione muscolare? Ti aiutiamo noi!

richiedi un consulto presso StarBene srl , il nostro Fisioterapista specializzato nello sport saprà consigliarti al meglio

  • Vuoi saperne di più?

    Contattaci senza impegno, i nostri operatori sono disponibili per qualunque informazione

    info@perstarbene.it Tel 0571 580347
  • Web Designer Alessio Piazzini Creazione Siti Web Firenze